the Vines

02-12-2016

Barbera

Tipicissimo vitigno piemontese, già citato in un documento del 1514 nei pressi di Chieri, oggi copre il 35% del suolo viticolo piemontese. E’ un’uva generosa, che, a seconda delle condizioni ambientali, può dare vini leggeri oppure da lungo affinamento. Dà vini molto colorati e dai sentori fruttati, soprattutto di ciliegia; piuttosto acidi e alcolici, con tannini gentili. Si giova molto dell’invecchiamento in legno.
02-12-2016

Grignolino

Vitigno che in Piemonte ha radici antiche, tanto che si ritrova in documenti risalenti al XIII secolo. E’ un’uva atipica poco colorata, appare di un blu tenue tendente al viola, con aree più chiare, fino ad arrivare al rosso scuro. Un’altra particolarità dell’uva è l’abbondanza di semi, detti appunto, “grignole” in piemontese: una non perfetta maturazione e vinificazione può portare ad avere vini eccessivamente amari e astringenti. Il vino del Grignolino ha colore scarico, ma brillante; bisogna però evitare di lasciarsi influenzare dalla vita, perché già al naso arriva un elaborato bouquet di spezie e pepe, che ci fa comprendere il lato nobile del Grignolino. In bocca il tannino è presente e l’acidità relativamente elevata pulisce il palato, è un vino che si adatta molto bene ai piatti a base di pesce o verdure.
02-12-2016

Brachetto

Uva rossa aromatica, dal sapore moscato. Brachetto è un nome che condividono diverse uve rosse aromatiche in Piemonte, nel Roero è da sempre diffuso il Birbét, cioè il Brachetto dal grappolo lungo, che fa dei grappoli veramente fuori dalla norma! Noi abbiamo sia il Birbét che il Brachetto d’Acqui, che invece ha un grappolo più piccolo e colorato. Viene vinificato come vino dolce. I vini del Brachetto hanno un colore rosso rubino scarico e un eccezionale e intensissimo profumo di rosa e frutti, ideali per i dessert
02-12-2016

Arneis

L’uva bianca caratteristica del Roero. I primi documenti che testimoniano la sua presenza in questa zona risalgono al XVI secolo. Inizialmente l’Arneis è stato il vino dolce da contrapporre al Moscato prodotto dall’altra parte del Tanaro. Fu rivalutato a partire dagli anni ’70, grazie agli sforzi dei privati e della ricerca scientifica, per dare al Piemonte il suo vino bianco: il successo di questo progetto ha dato il là ad una lunga serie di altre rivalutazioni di vitigni dimenticati. Il vino dell’Arneis ha profumi fruttati, come la pera, che possono talora ricordare anche frutti esotici come il frutto della passione; al palato si esprime la contenuta acidità e la sapidità, che ne fanno un vino relativamente facile da bere, ottimo con il pesce, gli antipasti e come aperitivo.
02-12-2016

Freisa

Un’uva rossa, parente stretta del più celebre Nebbiolo. Condivide con quest’ultimo il colore scarico e la grande struttura, che però nella Freisa è meno aggraziata, perché una frazione importante dei tannini deriva dai vinaccioli. La raccolta al momento giusto e l’allontanamento dei semi permettono di ottenere vini più gentili e piacevoli, così da poter gustare maggiormente i sentori di viola e frutti.
02-12-2016

Nebbiolo

Uno dei più importanti vitigni italiani, se ne attesta la presenza in Piemonte già nel 1266. E’ un uva poco colorata ma ricca di tannini, tanto che i vini giovani possono sembrare un po’ rudi, ma poi, con la maturazione, ottengono un palato strutturato ed elegante, oltre a sprigionare la grande complessità aromatica di quest’uva.
02-12-2016

Croatina

Un’uva di origine ignota, ma che secoli fa ha trovato una casa nel territorio di Cisterna d’Asti, qui viene attestata già in un documento del ‘700. E’ un’uva molto ricca sia in tannini che in antociani; inoltre, i tannini sono di elevata qualità, essendo originari quasi esclusivamente della buccia. La Croatina dà vini intensamente colorati, al naso importanti con note speziate e fruttate, il tannino è presente, forse un po’rugoso, perché abbondante, ma piacevole.
02-12-2016

Bonarda

Nella storia si sono viste, in Piemonte e nel vicino Oltrepò Pavese, tanti vitigni chiamati “Bonarda”, ora si è fatta luce sulla vera Bonarda, quella piemontese, da non confondere con l’Uva Rara, il Refosco e la Croatina. La Bonarda piemontese è un vitigno produttivo, che dà vini intensamente colorati, con una buona struttura; al naso note vegetali di verdure e affumicato accompagnano i sentori fruttati.
02-12-2016

Dolcetto

Vitigno tipicamente piemontese, da sempre è la base del vino di tutti i giorni. E’ un’uva produttiva ma capricciosa: a volte, in prossimità della vendemmia, il rachide dissecca e basta un minimo movimento per far cadere gran parte degli acini; allora si deve vendemmiare con delicatezza. Dà un vino dal sentore caratteristico, difficile da definire, dolce ma allo stesso tempo austero; in bocca si rimane colpiti perché non viene ricambiata la speranza di dolcezza che si aveva al naso. Forse è da questo che deriva il suo nome, dalla proverbiale ironia piemontese di dire il contrario della realtà, di dire dolcetto a qualcosa che invece è amaro, ma è un amaro leggero, amabile, che gli conferisce la qualità di poter essere bevuto bene praticamente con ogni piatto.